Progetto · Responsabilità
Etica e legge
La conoscenza è neutra, come il fuoco: può cucinare o distruggere. EVIL insegna come funzionano gli attacchi perché tu impari a prevenirli, non a commetterli. La stessa competenza diventa reato se usata senza permesso. Questa pagina spiega le regole del gioco: cosa puoi fare, cosa dice la legge e come segnalare un problema in modo corretto.
1. Il principio
Le tecniche che impari su EVIL — SQL injection, scansioni, OSINT, analisi di malware — sono le stesse che usano sia chi attacca sia chi difende. Ciò che cambia non è la tecnica, ma lo scopo e il permesso. Studiare come si entra in un sistema serve a chiuderne le porte: è il mestiere di chi fa sicurezza.
L'obiettivo di EVIL è formare persone capaci di raggiungere il massimo livello tecnico insieme al massimo senso di responsabilità: programmatori, professionisti della sicurezza, ethical hacker, security researcher, software engineer. Competenza e legalità vanno insieme, sempre.
2. Codice di condotta
Chi usa EVIL si impegna a:
- usare gli strumenti di analisi solo su sistemi propri o per cui ha un'autorizzazione scritta;
- non danneggiare, interrompere o sovraccaricare sistemi e servizi di terzi;
- non raccogliere né diffondere dati personali di altre persone senza una base giuridica (niente doxxing);
- non usare quanto imparato per frode, estorsione, stalking, diffamazione o qualsiasi altro reato;
- trattare i dati simulati o di esempio come tali, senza spacciarli per prove reali;
- segnalare in modo responsabile le vulnerabilità che scopre, senza sfruttarle.
Alla registrazione accetti questo codice e l'informativa privacy. Violarlo comporta la sospensione dell'account e, a seconda dei casi, conseguenze legali di cui rispondi personalmente.
3. Autorizzazione scritta
Prima di analizzare un sistema che non è tuo serve un permesso scritto di chi ne ha titolo, con regole d'ingaggio chiare. Un accordo a voce non basta. Il documento dovrebbe indicare almeno:
- perimetro: quali domini, indirizzi IP e applicazioni sono inclusi, e cosa è escluso;
- tempi: le finestre in cui puoi operare e i contatti di emergenza;
- tecniche: cosa è permesso e cosa no (per esempio denial of service o ingegneria sociale sui dipendenti);
- dati: come trattare eventuali dati sensibili trovati, per quanto conservarli e come distruggerli.
Regola pratica: se non puoi mostrare un documento di autorizzazione, non eseguire il test. EVIL insegna il metodo; la responsabilità dell'esecuzione su sistemi reali resta tua e del committente.
4. La legge italiana
In Italia l'accesso e il danneggiamento di sistemi informatici senza autorizzazione sono reati. I principali articoli del Codice penale in materia sono:
| Articolo | In breve |
|---|---|
| 615-ter c.p. | Accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, o permanenza contro la volontà di chi ha il diritto di escludere. |
| 615-quater c.p. | Detenzione, diffusione e installazione abusiva di codici di accesso (password, credenziali) a sistemi protetti. |
| 617-quater c.p. | Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. |
| 635-bis e seguenti c.p. | Danneggiamento di informazioni, dati, programmi e di sistemi informatici, pubblici o privati. |
| 640-ter c.p. | Frode informatica: alterare un sistema o dati per procurarsi un ingiusto profitto con danno altrui. |
A livello europeo e nazionale contano anche il GDPR (Regolamento UE 2016/679) per i dati personali e la direttiva NIS2, recepita in Italia nel 2024, per la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi di molte organizzazioni.
Questa pagina è una sintesi didattica e non è una consulenza legale. I riferimenti normativi possono cambiare: per un caso concreto verifica il testo vigente e, se serve, consulta un professionista.
5. Dati personali e GDPR
Anche le informazioni pubbliche su una persona sono dati personali. Raccoglierle e incrociarle (per esempio con l'OSINT) richiede una base giuridica (art. 6 GDPR) e, se riusi quei dati fuori dallo studio personale, l'obbligo di informare l'interessato (art. 14). Il doxxing — raccogliere e diffondere dati di qualcuno per esporlo, intimidirlo o molestarlo — è vietato su EVIL e può costituire reato.
Per questo i moduli OSINT di EVIL sono orientati all'autovalutazione della propria esposizione e alle figure pubbliche, non alla profilazione di privati cittadini.
6. Divulgazione responsabile
Se durante uno studio autorizzato scopri una vulnerabilità, la cosa giusta è segnalarla a chi gestisce il sistema e dargli il tempo di correggerla prima di renderla pubblica. In pratica:
- cerca un canale ufficiale: un file
/.well-known/security.txt, una pagina "security" o un programma di bug bounty; - descrivi il problema in modo chiaro e riproducibile, senza sfruttarlo oltre il necessario per dimostrarlo;
- concorda tempi ragionevoli per la correzione e non divulgare i dettagli finché non è risolto;
- non chiedere denaro in cambio del silenzio: sarebbe estorsione.
In Italia il punto di riferimento nazionale per gli incidenti è il CSIRT Italia (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale). Hai trovato un problema su EVIL stesso? Scrivici dalla pagina Aiuto.
7. Casi grigi
Alcune situazioni sembrano innocue ma non lo sono:
- una scansione "solo passiva" di un sito altrui può comunque violarne i termini di servizio;
- leggere dati pubblici su una persona è lecito, raccoglierli e profilarli in modo sistematico spesso no;
- provare "giusto una volta" una credenziale trovata è già accesso abusivo;
- un sistema "sembra abbandonato" non significa che sia senza proprietario.
Nel dubbio, fermati e chiedi. Esercitati sui tuoi sistemi, sul Lab virtuale di EVIL o su ambienti pensati apposta per la pratica. L'incertezza non è un'autorizzazione.
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